Informare il consumatore, sempre.

Dal gennaio 2017 le regole relative all’etichettatura dei salumi sono mutate in senso radicale con l’introduzione della tabella nutrizionale che deve riportare almeno 7 elementi. Per renderne più agevole la comprensione da parte del consumatore, tra gli elementi nutrizionali obbligatori si evidenzia il sale e non il sodio. Quest’ultimo infatti rappresenta solo il 40% del sale quindi, riportare il sodio in etichetta, avrebbe facilmente tratto in inganno l’acquirente. Di fatto però, probabilmente, la cosa non è chiara a chi stila le vostre analisi nutrizionali, continuando a menzionare “sodio” e non sale sul referto, a essere tratto in inganno spesso è il produttore stesso nel momento in cui deve stilare l’etichetta. Prestate molta attenzione.  

Da gennaio 2021 inoltre è entrata a pieno regime l’obbligatorietà di tracciare la provenienza delle carni utilizzate per confezionare i prodotti di salumeria. Bella rogna penserete.

Invece viva Dio.

Chi produce con coscienza non ha nulla da temere e tutto da guadagnare informando correttamente quello che di fatto è il sui primo azionista.

 Il consumatore.

A mio parere è un grande balzo in avanti verso una qualità trasparente.

Cesare Martini

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